Un gruppo di trasportatori messicani portavano a mano varie apparecchiature per alcuni studiosi che dovevano svolgere ricerche in luoghi poco accessibili. A un certo punto i trasportatori si fermarono assieme, senza dire nulla. Gli scienziati si stupirono, poi si irritarono, quindi si infuriarono. I messicani sembravano in attesa di qualcosa. Poi d’un tratto si rimisero di nuovo in moto. Uno di loro finalmente spiegò agli scienziati che cos’era successo: “Eravamo andati troppo veloci e ci eravamo lasciati indietro l’anima. Ci siamo fermati ad aspettarla”.
Racconto trovato in rete che m’ispirò l’installazione “l’uomo che aspetta l’anima” del 2001.
Roberto