{"id":444,"date":"2015-03-03T13:28:01","date_gmt":"2015-03-03T13:28:01","guid":{"rendered":"http:\/\/gruppoterrae.org\/?page_id=444"},"modified":"2015-06-15T22:21:06","modified_gmt":"2015-06-15T22:21:06","slug":"vestita-di-fiori-e-di-pioggia-di-marco-romano","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/gruppoterrae.org\/?page_id=444","title":{"rendered":"Vestita di fiori e di pioggia di Marco Romano"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 8pt;\">Questo racconto doveva accompagnare una scultura di terra e paglia intitolata &#8220;Intrecci&#8221; da realizzare vicino a un ciliegio nella campagna di Sarnonico. Era parte di un progetto di una mostra all\u2019aperto che non fu possibile realizzare. Il racconto \u00e8 restato. Riletto e rivisto, torna nelle mani del Gruppo Terrae. Abbiatene cura.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong><span style=\"color: #ff9900;\">Vestita di fiori e di pioggia<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\">L\u2019ultima volta c\u2019era andata col nonno. Al tramonto, dopo munte due vacche. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> \u00abAngelina, andiamo a quella macchia di abeti,\u00bb le aveva detto \u00abc\u2019\u00e8 la tana delle volpi\u00bb. Il nonno l\u2019aveva presa per mano. Era una mano grande e calda, piena di calli. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> Il cielo era spruzzato di porpora. Arrivarono a un ciliegio in fiore. Angelina guard\u00f2 il nonno e rise. I volpacchiotti erano spuntati dalla macchia di abeti e si rincorrevano nei campi. Era il ricordo pi\u00f9 chiaro del vecchio, poi un giorno le cose e gli odori cambiarono. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> \u00abDove andiamo?\u00bb chiese Angelina al nonno.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> \u00abTorneremo presto\u00bb. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> Quando il nonno mor\u00ec nella terra immensa, Angela aveva trent\u2019anni e una laurea. Inseguiva le guerre del mondo. Una dietro l\u2019altra, senza tregua, senza un respiro, solo quello dei corpi bambini tranciati dalle mine giocattolo. Per vent\u2019anni. Qualche volta tornava a casa, e la sera, seduta in una piccola terrazza, guardava il formicaio di luci della citt\u00e0. Ascoltava il rumore sordo di milioni di vite e chiudeva gli occhi. La valle che l\u2019aveva cullata le appariva come una visione e per qualche istante si assopiva. Erano passati decenni.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> Una sera port\u00f2 due valigie vicino alla porta di casa. Il mattino dopo sorvolava il mondo. Poi, dopo ore e ore, giunse a una gola di roccia grigionera. Era la porta della sua valle. Quegli strapiombi li aveva visti da bambina e aveva tremato. Ancora un\u2019ora e sarebbe arrivata.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> Il paese di sassi e legno non esisteva quasi pi\u00f9. Molte case erano nuove, dipinte di fresco e curate. Angela sciolse i capelli ancora biondi. Il vento tiepido le accarezz\u00f2 il viso. Vicino la chiesa ricordava un ponticello di legno per passare un ruscello. S\u2019inginocchi\u00f2, cercando nell\u2019acqua i piccoli gamberi che le faceva vedere il nonno. Non li vide, erano spariti assieme alla vita da bambina che cercava di ritrovare. Riprese a camminare lungo un sentiero. L\u2019erba, mossa da un soffio invisibile, ondeggiava lungo il crinale. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> La montagna emerse come un veliero azzurro da un mare di verde. Sulle cime c\u2019era ancora la neve.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> \u00abQua c\u2019era il nostro campo di segale, laggi\u00f9 le patate\u00bb. Si sorprese a parlare sottovoce da sola, o forse parlava col nonno. \u00abSu quella montagna c\u2019erano gli orsi e le streghe, e laggi\u00f9, su quei monti lontani, c\u2019erano i morti della guerra mondiale sepolti nel ghiaccio\u00bb. Le parole del vecchio, risalite dalla pancia, le erano uscite dalle labbra socchiuse. Respirava di nuovo quell\u2019aria che sapeva di terra. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> Raggiunse una croce. L\u00ec si inginocchiava a pregare col nonno. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> Un giorno lui le aveva costruito una piccola gerla, era quasi un giocattolo. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> \u00abQuando andrai a scuola, ne avrai una vera. Dovrai caricarla sulle spalle, andare nel bosco e riempirla di rami e di pigne\u00bb. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> Quella sorte non le era toccata, ma rivide le mani e le dita nodose del vecchio che intrecciavano rami sottili di nocciolo, e lei che raccoglieva papaveri e fiordalisi e li portava al crocifisso. L\u00ec si incrociavano due stradine di campagna. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> Era maggio. Sulla croce depose un ciuffetto d\u2019erba, un altro lo leg\u00f2 con un filo e se lo mise tra i capelli.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> Ecco il ciliegio fiorito. \u00abCom\u2019\u00e8 diventato grande! Che scorpacciate, e che mal di pancia la sera!\u00bb. And\u00f2 a sedersi sotto la chioma. Era stanca. Si appoggi\u00f2 al tronco e si lasci\u00f2 cullare dal candore della chioma. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> La svegli\u00f2 una pioggerella di petali che le scivolavano sul viso. Il cielo era scuro, agitato dal vento. Si alz\u00f2. Un bagliore, un rombo sordo, un volo nero di corvi, poi uno scroscio di pioggia. \u00abPasser\u00e0 presto\u00bb si disse, o forse sent\u00ec la voce del nonno, oppure era come se avesse sempre vissuto l\u00ec e sapesse riconoscere i segni del cielo. Rest\u00f2 riparata sotto il ciliegio e aspett\u00f2. Una pioggerella di petali bianchi le carezzava il viso e i capelli di frumento. Sent\u00ec il desiderio di bagnarsi di pioggia, di fiori, di nutrirsi della forza del grande ciliegio. Stette cos\u00ec, come fosse ancora bambina, e si accorse tardi di un uomo che veniva verso di lei con la gerla sulle spalle. La pioggia stava smettendo. Ebbe un fremito di freddo, forse un po\u2019 di paura come fosse ancora bambina. Si strinse nelle braccia. L\u2019uomo si avvicinava a passi lenti e vigorosi guardando le montagne. Si ferm\u00f2 quando fu vicino al ciliegio. Vide Angela e sorrise. Era vestita di fiori e di pioggia. Lei sent\u00ec nella pancia un calore benefico. Si guardarono per qualche istante, senza parlare. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> Le nuvole sparirono, la pioggia pure. I prati eranno punteggiati di coriandoli bianchi. Degli uccelli avevano ripreso a cantare. L\u2019uomo fece qualche passo. Lei vide due poiane che disegnavano cerchi tra le nuvole. Lui si sfil\u00f2 la gerla. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> \u00abTu sei l\u2019Angela dei C\u00f2modi, la nipote del Checco. Ti ricordi? Andavamo a slittare laggi\u00f9\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> Lei si avvicin\u00f2 e lo scrut\u00f2 a lungo negli occhi. Erano verdi e castani. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> \u00abTu sei Francesco, ti chiamavano il Mansueto\u00bb disse piano. Restarono vicini, a guardarsi. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> Si abbracciarono. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> Lei sapeva di erba bagnata, lui di terra e legno. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> \u00abQuanti anni sono?\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> \u00abNon lo so\u00bb rispose lei. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> \u00abNon eri in giro per il mondo?\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> \u00abS\u00ec, fino a ieri. \u00c8 la prima volta che torno, sono appena arrivata. Volevo vedere dov\u2019erano i campi e le volpi e sei arrivato tu\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> \u00abAndavo per legna a quel bosco di abeti laggi\u00f9, ma sar\u00e0 tutta bagnata\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> Lui tir\u00f2 fuori dalla gerla un telo di sacco e si sedettero a parlare sotto il ciliegio.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> \u00abDove sei stata?\u00bb le chiese.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> \u00abA curare i bambini mutilati dalle mine giocattolo. Ce ne sono migliaia&#8230; E tu?\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> \u00abCos\u2019\u00e8 capace di fare l\u2019uomo! Io insegno ai bambini a intrecciare i rami di nocciolo con la terra e la paglia. Se ti fermi qualche giorno, vieni a vederli. Imparano e sorridono\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> La sera e il silenzio li colsero vicini, a parlare e raccontarsi le loro vite sotto il ciliegio fiorito. Pi\u00f9 tardi il sole divamp\u00f2. Dipinse nel cielo pennellate di verde, di viola e spruzzi di porpora. La luna illumin\u00f2 le montagne e la neve. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> Nei loro occhi il fuoco danzava. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"> Fino all\u2019aurora.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a9\u00a0Marco Romano<br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\">Fondo-Sarnonico, 2007-2015<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\">a.marcoromano@gmail.com<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo racconto doveva accompagnare una scultura di terra e paglia intitolata &#8220;Intrecci&#8221; da realizzare vicino a un ciliegio nella campagna di Sarnonico. 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